CAEV, ARTRITE ENCEFALITE VIRALE DEI CAPRINI

 
7 novembre 2011
 
 
 
Si tratta di una malattia infettiva contagiosa caratterizzata dalla comparsa di sintomi articolari e neurologici, rispettivamente caratteristici degli adulti e dei giovani. Delle ultime ricerche rivela che il virus si possa localizzare anche in nuovi distretti dell’organismo quali polmoni, mammelle, timo, linfonodi e reni.
 
EZIOLOGIA
Il virus CAEV risulta correlato con quello del Visna-Maedi; replica lentamente su colture primarie da membrana sinoviale di feto caprino e di testicolo di becco, nella quale provoca la formazione di sincizi.
 
EPIDEMIOLOGIA
Il virus CAEV può essere presente in forma endemica anche nelle greggi nella quale la malattia è assente. La principale fonte d’infezione è costituita dalla capra e la stessa infezione viene acquisita in periodo neonatale sia per contatto con madri infette che attraverso l’assunzione del colostro e dal latte proveniente dalle medesime. Al contrario di quanto accade con altri Retrovirus, sembra esclusa la trasmissione diaplacentare  o attraverso i gameti. Il virus è presente nei linfociti del sangue periferico, il che ne rende possibile la trasmissione attraverso aghi da salasso e strumenti contaminati.
La CAEV è presente in molte zone d’Italia e prevale in allevamenti di razze selezionate quali Camosciata delle Alpi e Saanen e sembra derivare da allevamenti infetti. Fra le razze autoctone la malattia viene segnalata con minore frequenza.
 
PATOGENESI
All’assunzione del virus per via orale segue una fase virale durante la quale il virus invade i mononucleati, attraverso i quali raggiunge il sistema nervoso centrale e le sinovie. L’isolamento è tuttavia possibile a partire da timo, linfonodi e milza. Attraverso prove d’infezione sperimentale con ferita a capre adulte e a capretti gnotobiotici, è stato possibile riprodurre, nei primi, il quadro anatomoclinico della malattia naturale e studiare nei capretti l’involuzione della reazione degli anticorpi. Questa è dimostrabile a partire da 21-35 gg dopo l’infezione, raggiunge la massima espressione fra i 48-77 gg, si riduce e si stabilizza a circa 271gg.
 
SINTOMATOLOGIA
Il periodo d’incubazione è solitamente lungo potendo oscillare da alcuni mesi a qualche anno. Il quadro clinico si esprime attraverso sintomatologia neurologica e articolare associata a perdita di peso, abbattimento, desquamazione della cute e vello arruffato insolitamente lungo.
I segni neurologici di norma compaiono in capretti di 2-4 mesi e sono inizialmente caratterizzati da zoppia, atassia (perdita di coordinazione articolare), difficoltà di adduzione degli altri posteriori, che vanno incontro a paralisi. I soggetti colpiti rimangono in decubito laterale e possono presentare anche opistotono. La temperatura corporea, il sensorio e l’appetito rimangono nella norma. Talora le manifestazioni cliniche si aggravano per la perdita di coordinazione dei movimenti del collo e degli arti.
Nelle forme acute il decorso della malattia è grave e l’esito letale anche se, in alcuni casi, si possono avere delle sopravvivenze relativamente lunghe nel corso delle quali si manifesta atrofia muscolare degli arti. 
La forma nervosa è spesso preceduta da sintomatologia respiratoria che esprime la presenza di polmonite interstiziale analoga a quella indotta nella pecora dal Virus-Maedi. 
La forma articolare prevale di norma nei soggetti di oltre un anno di vita e provoca flogosi sinoviale con conseguente difficoltà della deambulazione o, addirittura, appoggio sui carpi. Maggiormente colpite  sono le regioni carpo-metacarpica e femoro-tibio-rotulea, talvolta con presenza di artriti alla colonna vertebrale.
 
LESIONI
Interessano la sostanza bianca dell’encefalo e talvolta del midollo spinale. Si manifestano per la presenza di lesioni circolari del diametro di 5 mm circa e di colorito rosa marrone. Istologicamente  risultano costituite da accumuli perivasali di mononucleati e scomparsa della mielina. Le lesioni spinali prevalgono nei capretti e sono particolarmente evidenti nei tratti cervicale e lombosacrale.
Le lesioni spinali prevalgono nei capretti e sono particolarmente evidenti nei tratti cervicali e lombosacrale. L’entità delle lesioni articolari varia in relazione all’età dei colpiti e all’evoluzione della malattia. Nei giovani esse sono limitate alla sinovia carpale, mentre nella maggior parte degli adulti è rilevabile ingrossamento della regione articolare con distensione delle borse del carpo e del ginocchio, per la presenza di un liquido paglierino, ed edema dei tessuti particolari. Nelle forme a lenta evoluzione, ai sintomi articolari si aggiungono dimagramento, anchilosi e deformazione degli unghielli. Dal punto di vista istologico, le lesioni articolari si esprimono attraverso fatti proliferativi delle membrane sinoviali delle guaine, dei tendini e delle borse; si osserva inoltre iperplasia dei vili e delle sinovie associata a infiltrazione da parte dei linfociti, macrofagi e plasmacellule. Nei casi a lungo decorso divengono sempre più evidenti la fibrosi, la necrosi e la mineralizzazione delle membrane sinoviali e delle strutture collagene periarticolari. In caso di coinvolgimento dell’apparato respiratorio le lesioni vanno da una semplice congestione alla comparsa di focolai di polmonite interstiziale associati a iperplasia linfoide. Nei capretti si registra una pleurite fibrinosa monolaterale.
 
ELEMENTI DIAGNOSTICI
La diagnosi con certezza è stabilita attraverso i test di immunodiffusione in gel di agar ed ELISA. Si può fare anche ricorso alle prove dirette di isolamento e di identificazione del virus. Ai fini della diagnosi differenziale sono da considerare altre malattie della capra caratterizzate da sintomatologia sovrapponibile alla CAEV quali: listeriosi, clamidiosi, toxoplasmosi, micoplasmosi.
 
TERAPIA
In mancanza di medicamenti specifici si può fare ricorso a trattamenti chemio-antibiotici, mirati al contenimento di eventuali infezioni intercorrenti di natura batterica.
 
PROFILASSI
È esclusivamente di ordine sanitario e mira all’identificazione degli animali infetti e alla loro più o meno graduale eliminazione del gregge, che sarà successivamente ricostruito con animali indenni da CAEV. Ai fini del ripopolamento potranno essere utilizzate caprette separate delle madri al momento della nascita e alimentate con colostro e latte provenienti da femmine sane oppure dalle stesse madri ma sottoposti a trattamento termico (60 min a 56 °C). A cadenza semestrale dovranno essere sottoposti a controllo sierologico tutti gli animali dell’allevamento con conseguente immediata eliminazione di quelli positivi. Il gregge potrà essere  riconosciuto come indenne quando il test di immunodiffusione, effettuato su tutti i soggetti presenti, avrà fornito esito negativo in due prove distanziate di 6 mesi.
 
 
A cura di Angelo Saglimbeni
studente di Medicina Veterinaria e allevatore caprino