16 febbraio 2010

 

Nelle capre, e in genere nei piccoli ruminanti, non sono rari gli episodi di aborto durante la fase finale della gravidanza. Nel 25% dei casi circa, la causa non può essere determinata con precisione e alla visita da parte del veterinario ci si concentra maggiormente sulla salute della capra; tuttavia riuscire ad avere un’idea dell’origine dell’aborto è importante per prevenire il ripetersi dell’episodio e soprattutto per evitare il contagio con malattie trasmissibili all’uomo (zoonosi).

Possiamo distinguere le malattie che causano aborto secondo l’origine: BATTERICA, PARASSITARIA, VIRALE E NON INFETTIVA.
Gli ABORTI DI ORIGINE BATTERICA sono dati da Brucellosi, Clamidiosi, Febbre Q,  Salmonellosi, Campilobacteriosi, Leptospirosi, Listeriosi e Micoplasmosi. In questi casi gli aborti si presentano senza segni premonitori nel corso dell’ultimo mese di gestazione. L’espulsione è rapida e gli aborti non mostrano lesioni. Le complicazioni infettive, la ritenzione di placenta e le cattive condizioni generale della capra compaiono al momento dell’espulsione o nei giorni seguenti.
L’aspetto della placenta o dell’aborto non consentono di stabilire quale sia il batterio responsabile ma solo analisi di laboratorio lo possono definire.
Orientativamente abbiamo le seguenti caratteristiche particolari:
brucellosi, aborto nell’ultimo mese o pochi giorni prima del termine, seguito talvolta da sterilità e mastite, colpisce il 50-90% dei soggetti il primo anno e il 10% il secondo anno e non si manifesta il terzo anno. Ricordiamo che questa malattia è soggetta controlli da parte delle ASL (bonifica sanitaria o più comunemente chiamata dagli allevatori “risanamento”.
clamidiosi, aborto 2-3 settimane prima del parto, colpiscono il 20-40% dei soggetti. L’espulsione del feto abortito è seguita da uno scolo vulvare di colore bruno-cioccolato, inodore e persistente per alcuni giorni.
salmonellosi, aborto al terzo mese, talvolta accompagnato da scolo vaginale e dissenteria.
- Le altre malattie non hanno caratteri marcatamente specifici.

Gli ABORTI DI NATURA PARASSITARIA sono dati da miceti (muffe) assunti con alimenti ammuffiti o per via respiratoria, micotossine (prodotte dalle muffe) e toxoplasmosi, la quale provoca aborto durante tutta la gravidanza, placenta e liquidi fetali scarsi, feto mummificato.

Gli ABORTI VIRALI sono poco studiati e raramente sospettati nelle capre; il più importante è il virus della malattia delle frontiere o border disease, descritta in Gran Bretagna e Francia.

Gli ABORTI NON INFETTIVI rappresentano meno del 10% delle cause. Le carenze alimentari, le alterazioni genetiche e i traumi sono occasionalmente responsabili di aborto. Anche alcuni farmaci somministrati all’inizio o alla fine della gravidanza possono essere dannosi. È molto probabile che alcuni aborti nelle capre siano dovuti al consumo di piante tossiche, ma non si hanno molti studi a riguardo.

Per arrivare ai consigli pratici, la prima regola in caso di aborto è adottare le misure di protezione personali come guanti in lattice e disinfettanti, per evitare i rischi di zoonosi. Raccogliete tutto il materiale espulso, chiudetelo in sacchi di plastica e allontanatelo velocemente dalla stalla, pulendo e disinfettando i locali. Contattate il vostro veterinario per verificare lo stato di salute della capra in modo che possa controllare se la placenta sia stata espulsa completamente e se è necessario intervenire con una terapia antibiotica. Segnalate sempre la presenza di altre capre prossime al parto in modo che possano essere visitate e, nel caso, possano essere sottoposte a trattamento preventivo.
Se avete numerosi capi in allevamento, può valer la pena di richiedere delle analisi di laboratorio, per accertare quale sia l’agente patogeno ed evitare che molte altre fattrici abortiscano. Ricordate che la prevenzione è sempre il fattore di maggior successo negli allevamenti: acquistate solo animali con certificato da allevamenti ufficialmente indenni (il certificato è obbligatorio e non costa nulla), visitate l’allevamento di provenienza per verificare lo stato di salute degli animali e cercate di rispettare un periodo di quarantena quando introducete nuovi animali in allevamento. Ciò significa che il nuovo arrivato dovrebbe essere tenuto separato dai vostri animali per qualche giorno in modo che se manifesta malattie, queste non vengano trasmesse a tutto l’allevamento. Una volta accertato che il nuovo animale si è ben ambientato potrà essere immesso in allevamento.

Sperando che tutto ciò che vi ho scritto non vi servirà mai…vi auguro un prospero allevamento!


Dr. Gusmini Stefano
Medico Veterinario

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