22 giugno 2009

 

Con la parola “mastite” si intende l’infiammazione della ghiandola mammaria che, nella maggior parte dei casi, è dovuta all’azione di batteri, per lo più Stafilococchi. L’importanza delle mastiti nelle capre è dovuta sia agli aspetti economici (costo dei trattamenti, morte dei soggetti, perdita del latte o della funzionalità della mammella), sia a problemi di sanità per la possibile presenza di batteri dannosi per l’uomo.
Non sempre è facile riconoscere una mastite, dato che non sempre è evidente. Si possono riconoscere quattro forme di mastite: la più evidente è la iperacuta nella quale il dolore, il calore e il gonfiore (edema) della mammella, si accompagnano a una depressione generale della capra, che ha febbre (più di 38°C) e non mangia. Anche con un intervento tempestivo da parte del veterinario, l’animale può non sopravvivere. La seconda forma è detta subacuta e le alterazioni coinvolgono solo la mammella, senza che la capra ne risenta eccessivamente a livello generale. La mammella può gonfiarsi, essere più calda e dolente, anche solo da un lato. Una mastite subclinica non è evidente ma la ghiandola mammaria è comunque infiammata e produce un latte con troppi globuli bianchi, cellule e batteri. Quando una mastite non viene curata in modo adeguato può diventare cronica: la mammella perde gradualmente la capacità di produrre latte, può atrofizzarsi (rimpicciolirsi e indurirsi) oppure sviluppare dei noduli duri al proprio interno.

Ma cosa può causare una mastite? Generalmente una mungitura inesperta o una mungitrice difettosa, traumi o tagli alla mammella o ai capezzoli, una scarsa igiene della lettiera e la presenza di specifici batteri patogeni.

Quindi possiamo trarre dalle cause qualche regola per tentare di prevenire la patologia. Innanzitutto la pulizia e la disinfezione degli ambienti, come sempre, è alla base di un buon allevamento. In particolare però, nelle capre che vengono munte, assume particolare importanza la pulizia e la disinfezione dei capezzoli con prodotti specifici dopo la mungitura. Esiste una specie di bottiglietta con la parte superiore in grado di accogliere il capezzolo della capra e disinfettarlo. Potete trovarla nei negozi di articoli zootecnici, assieme all’apposito disinfettante. Questa semplice pratica riduce dal 30 al 40% la percentuale di nuove infezioni. Per chi non munge,  controllare comunque che i capretti riescano a bere tutto il latte prodotto dalle madri e nel caso mungere il rimanente; in particolar modo quando la capra ha un unico figlio. Potete accorgervene da un’eventuale differenza di dimensione delle due metà della mammella: una potrebbe essere piena di latte e l’altra essere stata svuotata dal capretto.

Come si cura una mastite? Fortunatamente negli ultimi anni sono stati immessi sul mercato prodotti specifici per ovicaprini, mentre fino a pochi anni fa si impiegavano prodotti per bovini, con risultati non sempre soddisfacenti. Nei casi più gravi si interviene con antibiotici per via generale (iniezioni sottocute, intramuscolari o endovena in base al farmaco). Il trattamento dovrebbe essere iniziato dal veterinario e poi può essere continuato per minimo 5 giorni dall’allevatore.
Per le mastiti più lievi si è diffusa la pratica dei trattamenti intramammari: esistono delle particolari siringhe con un ago di plastica che viene inserito nei piccoli forellini del capezzolo da cui esce il latte. L’antibiotico è costituito da una pasta poco densa che viene iniettata direttamente nella mammella. In questo modo si riducono i dosaggi del farmaco e si aumenta la velocità di intervento. Le percentuali di guarigione variano dal 71 al 93% per quanto riguarda le infezioni dovute a batteri non aggressivi. Lo stesso trattamento può essere fatto anche durante il periodo di asciutta (quando la capra non sta producendo latte) per prevenire o aiutare una capra soggetta a mastiti ricorrenti. 
Inoltre se dovete scegliere le future capre da allevare, scartate le figlie di soggetti che hanno manifestato mastiti, dato che è stato dimostrato un fattore genetico di predisposizione alle infezioni della mammella!   

 

L’argomento sarebbe ancora molto lungo e vasto… se avete domande specifiche o argomenti particolari, non esitate a contattarmi!

Dr. Gusmini Stefano
Medico Veterinario

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