DIGITAL FENCE - I RECINTI VIRTUALI

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Dalla ricerca norvegese, ecco una nuova tecnologia che potrebbe rivoluzionare il modo di praticare l’allevamento estensivo!

Fino ad oggi siamo stati abituati a lasciare le capre al pascolo solo dopo aver definito fisicamente, con reti e paletti, il confine. Quest’attività necessita di molto tempo, fatica e spesso può non essere funzionale dato che le reti vengono oltrepassate dagli animali; inoltre non permette di sfruttare al massimo il territorio, dato che nelle zone più impervie i recinti non vengono installati.

Grazie alla tecnologia Digital Fence (recinto virtuale) questi problemi o inconvenienti potrebbero essere superati, perché gli allevatori non dovranno più contare su recinti fisici ma virtuali!

La tecnologia del Digitale Fence si basa sull’utilizzo di collari 4G con batteria e unità Bluetooth collegati al cellulare dell’allevatore tramite App.
Per definire il recinto virtuale, è sufficiente disegnare sull’App la zona di pascolo che si vuole mettere a disposizione degli animali; nel momento in cui una capra oltrepassa il confine virtuale, il collare emanerà un fastidioso segnale acustico e se l’animale, dopo il terzo suono non tornerà indietro, dal collare partirà una piccola scossa elettrica.
Tutti i collari sono collegati all’App e quindi, in qualsiasi momento, l’allevatore può ricevere notifiche sugli animali che hanno ricevuto la scossa e che quindi si stavano allontanando dal recinto.

Questa modalità di lavoro cambia radicalmente il modo di essere allevatore estensivo perché da remoto è possibile definire i confini e controllare gli animali. Nei pascoli e negli alpeggi estivi la tecnologia del GPS è già ampiamente utilizzata per sapere in ogni momento dove sono i propri animali, ma il recinto virtuale rende queste modalità di allevamento ancora più comoda e sicura (vedi articolo Tracciare le proprie capre con GPS, una tecnologia a portata di tutti). 

In Norvegia sono già oltre 2400 gli allevatori che hanno deciso di utilizzare questa tecnologia, considerandola una vera rivoluzione per la loro zootecnia estensiva, riuscendo ad ampliare notevolmente il territorio di pascolo anche in zone molto impervie dove per l’uomo sarebbe impossibile posizionare recinti.

A differenza del solo collare con GPS che viene ovviamente utilizzato per tutte le capre, si può scegliere se montarlo su tutti i capi oppure solo sui capi dominanti, dato che il resto del gregge si troverà poi nelle vicinanze di questi animali.

Restando in tema “collari tecnologici”, non possiamo non citare il prototipo di collare anti-lupo basato sull’emissione di ultrasuoni pensato da Pietro Orlando, che con la sua idea è arrivato a partecipare anche alla finale degli Oscar Green Coldiretti 2019. Nel 2020 intervistando Pietro abbiamo appreso che il suo prototipo era ancora agli inizi e che contava sull’aiuto di università o privati per ottimizzare e migliorare il collare e la tecnologia di funzionamento (vedi articolo Collare antilupo).

Ad oggi tutte queste tecnologie sono fondamentali per aiutare gli allevatori estensivi a monitorare e tutelare il loro gregge, aiutandoli a sfruttare al meglio le risorse del territorio e facendo sì che svolgano anche una funzione di tutela ambientale.

                                                                


Se siete interessati ad approfondire queste nuove tecnologie:

  • Articolo scientifico sull’argomento

https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0743016721002394?via%3Dihub