LA GESTIONE DELL’ALLEVAMENTO: ALCUNE NORME GENERALI

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Stalle, ricoveri, impianti

I ricoveri devono essere conformi, sicuri e dotati di attrezzature prive di spigoli, sporgenze e altri possibili rischi che possono lesioniare gli animali.
Nella zona di alimentazione e nelle corsie di movimentazione sono da preferirsi le pavimentazioni piene opportunamente rigate e devono essere facilmente lavabili, non devono essere scivolose o cedevoli e non devono presentare asperità che possano danneggiare i piedi degli animali.
Le strutture interne delle pareti dei ricoveri e le attrezzature di contenimento (divisori, cancelli) devono essere facilmente lavabili, ben conservate e prive di elementi pericolosi per gli animali.
E' fondamentale che i ricoveri, gli impianti e tutte le varie attrezzature risultino adeguate, sicure e  prive di spigoli acuti o sporgenze.
Gli ambienti a disposizione degli animali e le aree di collegamento tra le aree di stabulazione non devono presentare fattori di rischio e/o cause di stress per il singolo animale; si devono evitare, in particolare, ostacoli quali piani inclinati scivolosi, attrezzature sporgenti o altre situazioni probabili causa di lesioni agli animali.

Le strutture adibite all’allevamento devono  essere progettate e realizzate in modo da:
• garantire la giusta ventilazione dei ricoveri, per evitare l’umidità, la condensa e soprattutto le correnti d’aria, in quanto i caprini risultano particolarmente sensibili alle malattie respiratorie;
• avere un adeguato ricambio d’aria;
• garantire in generale la protezione dagli agenti atmosferici esterni, con particolare riguardo al calore estivo.

I ricoveri all’aperto devono essere dotati di tettoie, reti ombreggianti, strutture frangivento o alberi utili a protegge gli animali dalla pioggia, dal vento e soprattutto dall’eccessiva esposizione solare.

Chi intende iniziare l’attività dovrebbe possedere un livello di conoscenze tale da permettere il riconoscimento dei segni indicativi dello stato di benessere dei propri animali e dell’adeguatezza dell’ambiente nel quale gli stessi sono tenuti, in modo da poter:
1. averee particolare attenzione alla pulizia e all’igiene;
2. prevenire l’insorgere e il diffondersi di malattie;
3. avere sufficiente esperienza in tutte le pratiche zootecniche e in particolar modo nell’assistenza ai parti e nelle operazioni di mungitura.

L’allevamento deve essere organizzato e condotto in modo razionale ed efficiente, ponendo particolare attenzione alla suddivisione degli animali in gruppi, per categoria fisiologica o di accrescimento, e agli spostamenti dei soggetti fra i diversi gruppi. Per la movimentazione degli animali non devono assolutamente essere impiegati barriere elettriche, pungoli elettrici o strumenti appuntiti.

Tutti gli impianti utilizzati negli allevamenti, che possono condizionare la salute e il benessere degli animali, devono essere controllati periodicamente al fine di evidenziarne rapidamente eventuali malfunzionamenti o difetti.
Particolare attenzione deve essere posta verso l’impianto di mungitura meccanica, che  dovrà essere regolarmente e minuziosamente controllato nei suoi componenti fondamentali almeno una volta all’anno.

Il numero di addetti presenti in azienda deve essere adeguato alla consistenza dell'allevamento e al grado di automazione adottato nella propria azienda.

 

Alimentazione e acqua di bevanda

Tutti gli animali devono ricevere un’alimentazione corretta ed equilibrata, adeguata all’età e allo sviluppo corporeo, allo stadio fisiologico, allo stato sanitario e al livello della produzione; di fatto, la corretta alimentazione è condizione essenziale per la redditività della propria azienda prima ancora che per il benessere animale.

Il dosaggio degli alimenti e dell’acqua deve avvenire in modo da non provocare lesioni o sofferenze ai soggetti allevati, anche a causa di un’eccessiva rivalità.
Le attrezzature utilizzate per l’alimentazione e per l’abbeverata devono essere costruite e installate in modo tale da ridurre al minimo le possibilità di contaminazione degli alimenti e dell’acqua.
Le mangiatoie devono essere facilmente lavabili e resistenti al deterioramento; tutte le varie operazioni di pulizia devono essere regolari, meglio se eseguite con mezzi meccanici dotati di spazzole.
Gli abbeveratoi devono essere regolarmente lavati ed è necessario un periodico controllo dell’impianto idrico, al fine di eliminare rapidamente eventuali malfunzionamenti e perdite idriche. Tutti gli animali devono avere uguale accesso all’acqua. Gli abbeveratoi collettivi dovranno essere previsti in quantità adeguate rispetto al numero di anumali presenti. L’acqua somministrata agli animali dovrà essere pulita e l’approvvigionamento potrà essere da rete o da pozzo.

 

Igiene, sanità e aspetti comportamentali

La gestione e la manutenzione dei locali d’allevamento deve permettere di mantenere un buon grado di pulizia degli animali; una particolare cura deve essere riservata all’igiene dei locali e delle attrezzature e all’asportazione dei reflui zootecnici, al fine di limitare la diffusione di microrganismi patogeni.

Nella pratica corrente la lettiera viene rinnovata almeno 3 volte nel corso dell’anno, mentre l’aggiunta di nuovo materiale viene effettuata tutti i giorni.
Una non adeguata gestione della lettiera può comportare:
• aumento dell’incidenza delle mastiti;
• riduzione delle caratteristiche igienico-sanitarie e dell’attitudine casearia del latte degli animali;
• riduzione del benessere degli animali.
Una programmazione efficace degli intervalli di rimozione della lettiera deve comunque essere subordinata al monitoraggio periodico delle condizioni della stalla (polverosità, odori, umidità relativa); l’impiego di ammendanti (paraformaldeide, bentonite, perfosfato) con azione batteriostatica, assorbente e antidegradativa può rappresentare, in tal senso, un valido aiuto e una miglioria del refluo stesso.

L’aumento del contenuto in cellule somatiche del latte di massa risulta essere l’indicatore più efficace di benessere degli animali. Tale parametro è influenzato da fattori correlati direttamente con la mammella (mastiti cliniche o subcliniche, traumi), da fattori fisiologici (età dell’animale, post-partum, fine lattazione), ma anche gestionali:
- impianto di mungitura non correttamente funzionante;
- alimentazione non equilibrata;
- un numero elevato della densità di allevamento;
- condizioni ambientali non idonee;
- inadeguate condizioni della lettiera.

Le parassitosi, anche se raramente mortali, provocano una riduzione dell’efficienza alimentare, con conseguente riduzione dell’incremento ponderale, della produzione del latte, nonché un’alterazione delle performance riproduttive e di conseguenza dell' accorciamento della carriera produttiva. La salute degli animali deve essere tutelata con il controllo e la prevenzione delle malattie, è pertanto fondamentale l’utilizzo di appropriati programmi antiparassitari.
Per limitare la carica infestante nell’ambiente è inoltre opportuno considerare alcuni accorgimenti:
- evitare il pascolamento nelle prime ore del mattino perché le larve di molti parassiti si concentrano sulla rugiada presente sugli steli dell’erba;
- limitare ristagni idrici, drenaggi morti, tracimazioni di abbeveratoi in quanto habitat tipici di molluschi ospiti intermedi di alcuni nematodi;
- prevedere turnamenti dei pascoli, inserendo il riposo dei terreni per tempi sufficienti ad abbassare la carica parassitaria infestante;
- destinare i terreni meno contaminati ai giovani animali che sono più sensibili alle infestazioni dei parassiti.

 

Fonte: PSR 2007-2013 misura 215

A cura di Elena Lazzarini, dottoressa in Scienze e Tecnologie della Produzione Animale